Gémmea l’aria, il sole così chiaroChe tu ricerchi gli albicocchi in fiore,e del prunalbo l’odorino amaro senti nel cuore.
Ma secco è il pruno, e le stecchite pianteDi nere trame segnano il sereno,e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno.
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,odi lontano da giardini ed orti,di foglie un cader fragile. E’ l’estate, fredda, dei morti.
L’aria è limpida e splendente come se fosse una gemma e il sole è così chiaro che tu cerchi gli albicocchi fioriti e hai l’impressione di sentire dentro di te l’odore amaro del biancospino.
Ma il rovo è secco, e i rami delle piante senza foglie tracciano un disegno nero nel cielo limpido e senza uccelli in volo. Il passo risuona sul terreno che, indurito dal gelo, sembra vuoto all’interno.
Tutto intorno c’è silenzio, e solo al soffio del ventosi sente lontano dai giardini e dagli orti il rumore delle foglie secche che cadono dagli alberi e vengono calpestate. È l’estate di San Martino. 
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